Diario di viaggio in Turchia… Giorno 23

uchisar cappadociavenerdì 07/08/09: Uçhisar, Çavusin, Zelve, Goreme, Uçhisar – 20 km
(tappa turistica)

Sveglia alle sette e mezzo! Abbiamo una mezz’ora per fare colazione, visto che fra poco arrivano Roberto ed Elena per andare da Enrico. Durante la colazione salutiamo i ragazzi di Vicenza e Avellino che stanno partendo per il Lago Salato e ci diamo appuntamento eventualmente per la sera se torniamo in tempo.
Nel giro di un’ora siamo tutti e quattro seduti al negozio di tappeti e kilim di Faruk, sulla piazza vecchia di Uçhisar, dove Enrico ha la sua “base” per istruire e aiutare i turisti. Scopriamo di non essere i soli italiani presenti… Ci sono infatti anche altre tre coppie, che gireranno con degli scooter noleggiati. Mentre Enrico illustra su una piccola mappa turistica della Cappadocia i vari posti da vedere in base ai tempi e alle esigenze di ciascuno di noi, non ci facciamo mancare un buon çay in compagnia… Ormai non possiamo più farne a meno! :)

valle delle rose cappadocia

Con la cartina di Enrico “scotchata” sul serbatoio di Oscar iniziamo il giro tutti e quattro insieme: passiamo da una stradina sterrata che va da Uçhisar a Çavusin; siamo immersi nella campagna tipica della Cappadocia con vigneti a terra e frutteti di albicocche, uno spettacolo… Procedendo lentamente con le moto per gustarci il panorama, arriviamo a costeggiare la Valle delle Rose dall’alto, bellissima con tutti i suoi alti camini delle fate. Il bello è che non ci sono turisti sulla nostra stradina sterrata, siamo soli, e nella valle stessa le poche persone presenti si contano sulle dita di una mano! :)
Dopo aver fatto un po’ di foto, come da programma ci dirigiamo verso Çavusin, dove abbiamo appuntamento con una guida locale, Mehmet, amico di Enrico, che ci porterà a spasso nelle grotte labirintiche e scoscese su più livelli, scavate nella collina rocciosa a ridosso del paese. Appena incontrato e fatte le presentazioni, iniziamo il giro con il simpatico Mehmet.
Ci addentriamo nel complesso roccioso, veramente affascinante, visitiamo la Chiesa di San Giovanni Battista e ammiriamo le piccionaie vicine. I cunicoli si alternano a viottoli aperti che costeggiano la roccia della collina e spesso dobbiamo arrampicarci, soprattutto per salire o scendere. Ogni tanto Mehmet azzarda un po’ troppe scalate pericolose e qualche brividino per la paura di scivolare c’è… Tutto però procede alla grande! Così all’ora di pranzo abbiamo finito il giro (durato più di un’ora) e ci ritroviamo sulla piazzetta del paese. Salutiamo il nostro amico e gli diamo cinque lire a testa per il giro; cerchiamo infine un posticino dove mangiare qualcosa. Decidiamo di stare leggeri e mangiare solo un gozleme e un ayran per evitare l’abbiocco post pranzo. Anche se è caldo si sta veramente bene, la giornata è comunque ventilata per cui… Gambe in spalla e a visitare Zelve!

zelve cappadocia

Arrivati al Museo all’aperto di Zelve ci avventuriamo su di un sentiero un po’ nascosto che ci permette di salire sopra i camini delle fate e ammirare la valle dall’alto. Vedute stupende, assolutamente da immortalare! :)
Sono quasi le quattro, rientriamo così verso Uçhisar e ci fermiamo a Goreme sulla piazza centrale per chiedere un po’ di informazioni ai vari uffici turistici riguardo i giri in mongolfiera. Roberto ed Elena infatti ci tengono particolarmente e sicuramente dopodomani ne faranno uno. Noi abbiamo valutato per bene la cosa e, anche se sembra che sia una cosa memorabile e bellissima da fare, ci è sembrato un po’ troppo caro e abbiamo rinviato a momenti economici per noi più felici. Insomma 120 euro a testa per un’ora di volo non sono pochi…

sopra un camino delle fate cappadocia

Prima di andare a cena passo davanti al negozio di Edip ed entro per chiedere a che punto è la cintura… Beh, ovviamente è pronta! Così, non stando più nella pelle come un bambino davanti ad un negozio di giocattoli, strabuzzo gli occhi per il capolavoro creato dalle brave mani del mio amico turco, c’è inciso di tutto! I camini delle fate, l’Ararat, il trifoglio, il narghilè e la scritta “Turkiye 2009”… Bellissima! La chiamerò “Supertramp”, in onore di Christopher McCandless. ;)
Dopo aver pagato Edip per la sua strepitosa creazione, ci scambiamo le email per poterci tenere in contatto anche più avanti. Così tutto fiero esco dal piccolo negozio e fuori incontro un signore turco che parla italiano benissimo, visto vive in Italia con la moglie siciliana e che l’estate torna qui a casa sua in vacanza. Mi dice che la mia idea è stata geniale e che me la copierà sicuramente! Chissà che l’anno prossimo Edip non si metta a creare cinture personalizzate per i turisti di passaggio… ;)

edip nicola atzori uchisar

E’ ora di cena… E dopo il pranzettino leggero leggero di oggi, stasera ci vuole un bel ristorante! Così con Roberto ed Elena andiamo al “Center Cafè & Restaurant” sulla piazza del Comune di Uçhisar e ci mangiamo delle belle portate tipiche turche a base di carni kebab e insalate grigliate, tutto come sempre accompagnato dall’immancabile ayran…
Concludiamo la serata bevendoci una fresca Efes a casa dei nostri amici, che hanno affittato un piccolo appartamento con un cortile-terrazza interno veramente carino ed accogliente. Oggi siamo stati veramente bene e decidiamo così che entro Natale ci rivedremo sicuramente per ricordare questa splendida vacanza e per conoscerci un altro po’… :)

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Bazar… Che passione!

bazar bozorg tehranDi bazar, tra Turchia ed Iran ne abbiamo visti tanti, ma veramente tanti! Però, per noi è sempre un piacere girare per le viuzze affollate di persone e traboccanti di merce di ogni tipo e qualità. Anzi, se in una città troviamo il bazar chiuso ci dispiace sempre tantissimo! Siamo affascinati dalla vitalità di questi posti, dai colori, dagli odori e per noi, che adoriamo conoscere persone e cercare di scambiare due parole con queste, i bazar sono i luoghi ideali nei quali entriamo senza paura di perderci.

Il nostro preferito è quello della città di Diyarbakyr in Turchia ed il Bazar Bozorg di Tehran. Sono molto diversi tra loro. Mentre il primo è abbastanza tranquillo e “lento”, dove le persone fanno i loro acquisti con tranquillità e calma, nel Bazar di Teheran regna invece la frenesia e esiste realmente il pericolo di venire investiti dai facchini dei negozi che spingono i loro carretti traboccanti di merci per le via strette ed affollate, ad una velocità impressionante. Entrambi i Bazar non sono a misura di turista, ma di viaggiatore. Infatti sono veri, autentici, alcune volte un po’ sporchi ma molto affascinanti!

Inoltre, devo dire che stiamo sempre di più affinando l’arte della contrattazione. Le prime volte eravamo un po’ timidi a chiedere riduzioni sul prezzo di partenza evidentemente troppo elevato, mentre adesso, tra un çay ed un altro, siamo diventati bravissimi e senza tanti scrupoli, anche se ovviamente non riusciamo mai a pagare un oggetto lo stesso prezzo di un turco o di un iraniano… Ma va bene così! :)

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Beypazari… Antico borgo ottomano dell’acqua e della carota!

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Una delle città che ci è piaciuta di più nella Turchia anatolica è Beypazari (Beypazarı, in turco), anche perché è immersa fra i monti e arrivarci, specialmente in moto o in auto, è una vera goduria per gli occhi e per la mente: paesaggi collinari e montuosi stupendi, con panorami e scorci improvvisi dai colori intensi e sempre immersi nella natura, a parte i pochi villaggi e i paesini un po’ sperduti che si incontrano lungo la strada.

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Beypazari si trova circa 100 km ad ovest di Ankara, purtroppo non viene quasi mai menzionata nelle guide e nei racconti di viaggio. Tuttavia è una tappa che mi sento di consigliare per una breve sosta di un giorno o due al massimo, a chi voglia dirigersi da Istanbul fino in Cappadocia o viceversa, visto che si trova circa a metà strada. E’ una cittadina ottomana e il centro con le tipiche case in legno non ha molto da invidiare a quelli delle più blasonate Safranbolu e Amasya. Rispetto a queste però è una meta praticamente solo per i Turchi cittadini di Ankara che vengono qua a prendere una boccata d’aria sana, lontano dalla metropoli. Pertanto quando abbiamo visitato questa città eravamo praticamente gli unici stranieri presenti e, come spesso capita in questi casi, gli abitanti del luogo hanno dato il meglio di sé, in quanto a simpatia e ospitalità!

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Beypazari, oltre che per il tipico centro storico ottomano, oggi è famosa per le carote e per l’acqua minerale. Questa regione detiene infatti il primato della produzione di carote in Turchia e soprattutto fornisce una delle migliori acque minerali nazionali, la si trova praticamente ovunque in tutta la Turchia. A questo punto non resta che farci un salto quando ci troviamo da queste parti! ;)

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