Trans-Iran. Presentazione, mostra e buffet persiano

locandina-roma

Presentazione del libro di Antonello Sacchetti
Trans-Iran. Che cosa succede a chi si innamora della Persia?

Mostra fotografica “In sella verso Est!”. Viaggio in Iran di Silvia Giachetti e Nicola Atzori

Buffet persiano

Sabato 8 giugno 2013 ore 18,30
Presso Key Gallery
Via Nomentana, 223 – Roma
Tel. 06 64824296

L’evento (buffet compreso!) è GRATUITO, ma per motivi di spazio invitiamo tutti a registrarsi al seguente link:

http://www.eventbrite.it/event/6722265477/efbnen

Grazie!

Share Button

TRANS-IRAN

Ieri ho finito di leggere il libro di Antonello Sacchetti ”Trans-Iran”. Beh, sono passati poco più di undici mesi da quando ho fatto il mio primo viaggio in Iran e ancora oggi la voglia di andare un’altra volta è immensa! A fine maggio dello scorso anno siamo partiti per la nostra avventura, dopo un lungo periodo di pianificazione e dopo aver letto “Misteri Persiani – I volti nascosti dell’Iran”, sempre di Sacchetti (del quale ho già parlato in precedenza qui). Misteri Persiani mi fece sognare e scalpitare, visto che dovevamo ancora partire, Trans-Iran invece mi ha trasmesso delle emozioni diverse, forse ancora più forti! Nelle sue pagine infatti mi sono rivisto là e i ricordi si sono accesi nella mia mente, ho rivissuto praticamente tutti i diciassette giorni del nostro viaggio e alla fine sono stato preso da un pizzico di malinconia, visto che non so ancora quando potrò tornarci.

Le parti del libro in cui l’autore parla dei giorni trascorsi a Tehran nel suo ultimo viaggio, dove racconta tutte le piccole esperienze e le emozioni quotidiane vissute, ti colpiscono subito e basta chiudere gli occhi per sognare un po’ di ripartire. Ciò che mi piace nel suo modo di scrivere, è anche il continuo parallelismo fra le sue emozioni e le altre testimonianze, dalle più recenti degli autori contemporanei a quelle più antiche dei grandi scrittori e poeti persiani. Forse dovremmo tutti conoscere meglio e approfondire la cultura persiana, dalla letteratura fino al cinema, solo così è possibile capire che l’Iran e gli Iraniani sono stupendi. Potremmo anche sfatare un po’ tutti i luoghi comuni negativi che la maggior parte delle persone ha per colpa dei mezzi di informazione “a senso unico” che oggi ci dominano. Io stesso, in questi mesi dopo il nostro viaggio, mi sono accorto che nel mio piccolo ci sono riuscito. Ho visto infatti che in molti, dopo i nostri racconti, si sono fermati a riflettere un attimo o quanto meno a pensare: “Ma è così veramente brutto l’Iran?”. Ora finalmente posso anche consigliare loro di leggere questo libro, è perfetto per rispondere a questa domanda.

Concludendo, le pagine di Sacchetti riescono a trasmettere l’intento e rispondono pienamente alla domanda “Cosa succede a chi s’innamora della Persia?”. Direi proprio di sì!

Share Button

Diario di viaggio in Turchia… Giorno 8

diario-turchia2009_pic25

giovedì 23/07/09: Sinop, Samsun, Amasya – 270 km
(tappa di trasferimento)

Di buon’ora facciamo una bella colazione con i nostri due amici e per le nove e mezzo siamo già seduti sulla moto. Decidiamo di andare a vedere il faro di Sinop sul Mar Nero: si trova a venti chilometri ad ovest della città ed è un po’ sperduto nelle campagne lungo la costa. Sulla strada quasi sterrata, percorsa per arrivare al faro, troviamo un sacco di testuggini di terra e dobbiamo fare attenzione nella guida per evitare di cadere o far loro del male. Appena arrivati immortaliamo il panorama con il faro e per la prima volta da quando ce l’ho, mi cade la moto!!! Fortunatamente cade lentamente da fermo mentre la sto togliendo dal cavalletto centrale, ma la cosa spiacevole è che il mio Giessone cade sulla piccola Honda di Tunçay! Che figuraccia…! Meno male non è successo niente; insieme ispezioniamo le moto: la mia non ha neanche un graffio, la sua uno piccolo sulla valigia laterale. Scocciato e fortemente dispiaciuto mi scuso più volte con Tunçay, che mi sorride tranquillo e mi dice: “No problem, Nicola, no problem!”. :D
Bene, ripartiamo! La strada che costeggia il Mar Nero fino a Samsun è stupenda: tutta tornanti fra colline boscose e promontori sul mare, spettacolare! Ogni tanto troviamo il solito cantiere aperto e ci facciamo un po’ di sterrato, niente di paragonabile a quello vicino a Kastamonu. Ad una sosta per la benzina, facciamo due chiacchiere col gestore che offre a tutti un buon çay e quando scopre che io e Silvia siamo Italiani inizia a farci l’elenco delle squadre di calcio: “Milan, Inter, Giuentus, Udinese, Roma, Florentina… Fatih Terim!!!” :D

diario-turchia2009_pic26 Poco prima di pranzo arriviamo a Samsun, decisamente più grande e trafficata di Sinop e apparentemente più ricca. Qui salutiamo i nostri amici che decidono di proseguire lungo la costa fino a Ordu mentre noi rientriamo andando verso Amasya, altra città ottomana dove staremo per due notti.
La strada non è male: un po’ di cantieri ogni tanto, ma ormai inizio a fare l’abitudine al pietrisco sull’asfalto, ai tratti sterrati e alle buche sparse.
Alle cinque del pomeriggio arriviamo ad Amasya, piccola città che si trova in una gola lungo il fiume Yesilirmak. Il centro storico vero e proprio è lungo una sponda, caratterizzata appunto da tante piccole case in stile ottomano perfettamente conservate. Ormai quasi ogni edificio è un albergo o un ristorante, tolte ovviamente le moschee e l’hamam.

diario-turchia2009_pic27 La ricerca dell’hotel è abbastanza rapida. Infatti nel giro di mezz’ora ne troviamo uno nel centro storico. Siamo anche fortunati, visto che ci danno la suite quasi al prezzo di una stanza normale! Tutto contento torno da Silvia che mi aspetta alla moto sulla strada e la trovo seduta insieme a degli anziani signori che cortesemente le hanno offerto un çay e che parlano del nostro giro, ovviamente a gesti e poche parole, giusto i nomi delle città. In albergo ci rinfranchiamo per bene con una bella doccia idromassaggio e per la cena ci scegliamo un bel ristorantino dove mangiamo due bei piatti a base di carne, verdure, riso e yogurt. Dopo mangiato, passeggiata rilassante ammirando le luci della città lungo il fiume e tutti i minareti delle moschee completamente illuminati. Notiamo che Amasya è meta di turismo quasi esclusivamente turco e di un certo livello! Le auto non sono le solite carrette e le persone sono molto ben vestite… Forse è anche un po’ troppo chic per la nostra piccola avventura, visto che l’obbiettivo più lontano è Van, vicino all’Iran e all’Iraq, lontano dalle mete turistiche più battute.

Share Button