Il mio abbigliamento in Iran

Iran - Esfahan

L’Iran è una repubblica islamica dove vige l’obbligo dell’Hijab per tutte le donne! Prima di partire ero un pò in ansia, non sapevo che abbigliamento portare, anche perchè facendo ricerche sul web ho trovato molte informazioni contrastanti: c’era chi scriveva che è obbligatorio l’abbigliamento in nero con il chador, altri che invece dicevano che è sufficiente un foulard ed un abito lungo, sulla guida era scritto che il colore rosso è bandito… Beh, devo dire che prima della partenza sono entrata un pò in crisi!

Iran - yazd

Alla fine ho scelto la via più semplice, ho portato un solo vestito sul turchese, comprato durante un viaggio di qualche anno fa in India e così ero anche in tinta con le piastrelle delle moschee! E’ un vestito paricollo lungo fino sotto il ginocchio e a maniche lunghe, l’ho indossato sempre con sotto dei pantaloni in cotone leggero, anche questi comprati in India, mentre in testa avevo un foulard arancione e poi… Poi ho comprato un altro vestito e un altro foulard in Iran! I primi giorni ero molto impacciata con il foulard e rivedendo le foto, devo dire che sembravo anche “impiccata”, in quanto lo avevo messo molto strinto in modo che non scivolasse e questo mi impediva di muovere liberamente il collo! Poi, giorno dopo giorno sono migliorata, ma non sono mai riuscita a portarlo con eleganza e naturalezza come fanno le giovani Iraniane! Ho capito che le regole sull’abbigliamento variano anche da città a città, ad esempio, Esfahan è molto più liberale di Kashan. Nella prima il vestito può arrivare anche parecchio sopra il ginocchio e il foulard viene portato molto blando, quasi come una fascia per capelli. Invece a Kashan ho visto molte donne in chador e quelle che non lo portanto sono comunque molto “tappate”. La vera tortura per me invece è stato l’abbigliamento da moto, non tanto quello specifico per l’Iran, cioè maglie in microfibra a maniche lunghe e un foulard di seta comprato in turchia e qui poi indossato alla turca, in modo che restasse ben fermo anche sotto il casco, quanto indossare i miei soliti pantaloni da moto e soprattutto gli stivali!

Iran - Persepolis

Ad ogni modo, non ho mai avuto problemi per il mio abbigliamento e molte ragazze mi guardavano incuriosote, in quanto si vedeva che ero straniera e allo stesso tempo, erano contente perché, anche se venivo da un paese dove posso vestirmi come voglio, avevo deciso di visitare il loro paese ed accettarne le regole mettendocela tutta!

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Altre informazioni e consigli utili per viaggiare da soli in Iran

Iran...

In questo articolo vorrei scrivere alcune cose che mi sono state chieste da persone interessate ad una esperienza simile alla nostra, pertanto è particolarmente indirizzato a viaggiatori che vogliono andare in Iran col proprio mezzo, in particolare la motocicletta. Per chi ancora non avesse letto il mio precedente articolo informativo, questo è il link. Le informazioni scritte di seguito sono state redatte a puro scopo informativo, non hanno valore ufficiale (ad eccezione dell’elenco della documentazione) e sono solo conseguenti alla nostra diretta esperienza di giugno.

PRATICHE DOGANALI – Allora, alla dogana da cui si desidera entrare in Iran (nel nostro caso Bazargan) è necessario chiedere quanti giorni vale il Carnet de Passages en Douane per il mezzo di trasporto usato. Infatti noi il 7 giugno siamo entrati senza problemi con i documenti in nostro possesso (visto valido sul passaporto, patente internazionale e Carnet) e abbiamo quindi soggiornato in Iran per 17 giorni. Al ritorno il funzionario che ci ha aiutato e che ha seguito le nostre pratiche, dopo aver controllato il Carnet, ci ha detto che c’era un problema in quanto valeva solo per 10 giorni. Sono cascato un po’ dalle nuvole e ho fatto un po’ “lo gnorri” dicendogli che il suo collega che ci aveva seguito all’andata mi aveva detto che era tutto in regola per quello che dovevamo fare noi (ed effettivamente era stato così). Alla fine, dopo aver atteso quasi un’ora, siamo passati tranquillamente con il Carnet debitamente timbrato, pagando però una piccola tassa “alla mano” al funzionario di 100 lire turche. Vorrei chiarire un po’ la faccenda, in quanto sul Web si trovano informazioni di tutti i tipi, generando non poca confusione. Per entrare in Iran col proprio mezzo serve obbligatoriamente il Carnet de Passages. Per gli automezzi questo documento vale solo per 10 giorni e per poter soggiornare più tempo occorre fare la targa temporanea iraniana. Per le motociclette invece non occorre fare la targa temporanea e perciò il Carnet dovrebbe valere senza problemi per tutta la durata del visto sul passaporto. Noi probabilmente siamo “incappati” in un cavillo non tanto chiaro nemmeno alle autorità doganali: la targa non è necessaria, ma per quanti giorni vale il Carnet? Alla fine loro stessi hanno minimizzato non sapendo cosa fare e hanno risolto applicando una “tassa”. Dopo questa vicenda mi sento di dare un piccolo consiglio, che penso possa essere valido un po’ per tutti i viaggi lontani dai sistemi in uso qui in Europa e in occidente: se ci sono problemi siate umili al massimo, sorridete innocentemente e cascate dalle nuvole facendo finta di non sapere… E tra l’altro è più che plausibile, anche se un viaggiatore cerca di preparare tutto alla perfezione, deve sempre mettere in conto qualche piccolo intoppo burocratico. ;)

CAMBIO VALUTA E DENARO - Altra informazione di cui ho già parlato, ma sempre importante da ribadire: in Iran non è possibile utilizzare carte di credito e bancomat stranieri, per cui è necessario portare contanti a sufficienza per poi cambiarli in rial. E’ importante cercare di non cambiare mai i soldi dai bagarini in frontiera e in giro per le città; in Iran lo scorso giugno usavano il tasso del dollaro per cambiare l’euro! Fuori dalla dogana di Bazargan, appena entrati in paese sulla sinistra c’è un piccolo ufficio di cambio che cambia le lire turche (solo quelle!) ad un ottimo tasso di cambio, quindi anche in relazione all’euro. Il tasso ufficiale a giugno era circa 1 EUR = 22000 RIAL. Nota, gli Iraniani parlano quasi sempre di Toman, per cui bisogna fare attenzione: 100 toman sono 1000 rial, ergo… Occhio! A volte parlano anche di Khomeini come unità monetaria intendendo che 1 Khomeini equivale a 10000 RIAL. E’ necessaria un po’ di pratica, ma dopo pochi giorni ci si abitua.

On the road

APPARECCHIATURE E FOTOGRAFIE - In Iran sono ammessi i navigatori GPS, mentre è meglio non utilizzare le videocamere per uso esterno sportivo (tipo Go Pro e simili da fissare sul casco) in quanto lungo le strade spesso si guida a fianco di soggetti non fotografabili per legge: basi militari, uffici della polizia ed edifici governativi. Pertanto secondo me non vale la pena rischiare, in quanto se vi fermano ad un posto di blocco (tra l’altro onnipresenti fra una città e l’altra) e gli agenti vedono la videocamera, potrebbero insinuare che fate foto e video ai soggetti proibiti. Io darei la foto-video camera al compagno passeggero se presente, infatti questi può utilizzarla all’occasione e toglierla subito al volo in caso di necessità. Le macchine fotografiche possono essere usate liberamente, l’importante è non fotografare le strutture elencate sopra (spesso ci sono i cartelli che mostrano tale divieto, ma non sempre) e soprattutto resistere al voler fotografare in città i grandi cartelloni con le iconografie di Khomeini e Khamenei per evitare di essere guardati male o peggio. Altra cosa, sicuramente scontata: chiedere sempre prima di fotografare una persona (uomo, donna, bambino), siamo ospiti ricordiamocelo, quindi prima di tutto viene il rispetto. I telefoni cellulari italiani non funzionano bene, a volte ricevono il segnale, ma il roaming internazionale non c’è. E’ possibile acquistare una SIM iraniana, ma è piuttosto complicato, anche noi abbiamo desistito: serve una mezza mattinata ad un ufficio postale abilitato, il passaporto con il visto, ma soprattutto essere accompagnati da un cittadino iraniano che ti presenti all’ufficio. I telefoni pubblici non funzionano per le chiamate internazionali e internet è fortemente controllato dal regime. Gli stessi Coffe Net (internet point) aprono e chiudono in continuazione… Non fateci quindi assolutamente affidamento, scordatevi i social network occidentali e a volte persino l’utilizzo di Google. Secondo me è fattibile, almeno ci si disintossica un po’ dall’uso del Computer e del Web… ;)

BENZINA - La benzina verde è pressoché inesistente (io l’ho trovata solo a Tehran…), si trova quasi sempre solo la rossa ed è quindi raccomandato scatalizzare la moto con uno scarico aftermarket. La benzina costa per gli Iraniani 4000 rial al litro e per noi stranieri 7000. In Iran infatti ci sono alcune leggi per il razionamento del carburante e per fare benzina sono obbligatorie le tessere che noi però non possiamo avere facilmente… Come fare quindi? Semplice, compriamo la benzina ad un prezzo più alto dai benzinai che usano le loro tessere carburante. Comunque se facciamo il conto ci possiamo stare lo stesso anche a 7000 rial al litro… Ah, ovviamente sulla pompa c’è scritto spesso 700 toman… :D

Motorin

CONSIGLI ALLA GUIDA – Ne ho già parlato un po’ in un altro articolo, però voglio ricordare alcune precauzioni fondamentali: la guida in Iran è pericolosa! Attenzione ai “dossi-montagna” nei paesi e nelle città, sono devastanti, quasi mai segnalati e realizzati in asfalto per cui si confondono con il manto stradale. Nel traffico gli Iraniani vanno come dei matti, azzardano tantissimo, non guardano, si immettono a caso… Usate il clacson e fatevi notare, non contate sulla vostra abilità nel traffico, voi sicuramente cercate di essere abili e prudenti, loro no (senza offesa per nessuno ovviamente, ma la maggior parte degli Iraniani guida malissimo)! Ho perso il conto degli incidenti di macchine e camion visti lungo il tragitto, tutti con dinamiche violente (cappottamenti, uscite di strada, incendi…). Ultima cosa, non superate i 50 km/h in città, i 90-100 km/h sulle strade extraurbane e i 120 km/h sulle autostrade (ben poche).

ALTRI CONSIGLI – Contrattate gli alberghi e chiedete sempre i prezzi del cibo anticipatamente, imparatevi come si scrivono i numeri in lingua Farsi, è facile e vi farà stare più sereni! L’ho già scritto, ma lo ripeto: per fare un viaggio in Iran è assolutamente necessario accettare il fatto che noi siamo stranieri, per cui dobbiamo pagare di più… Mashallah! ;)

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Bazargan e il mio amico Ağrı Dağı!

Ararat

Partiti da Dogubayazit di prima mattina verso le 8,30 siamo usciti dal paese e abbiamo percorso gli ultimi 30 km di Turchia prima di entrare nella Repubblica Islamica dell’Iran a Bazargan, già il nome è inquietante! L’unica cosa infatti che mi ha sempre messo un po’ in soggezione durante il viaggio all’andata, è stato passare da qui… Avvicinandoci sempre di più a Gurbulak, la dogana turca, abbiamo notato che sulla strada non c’era traffico, eravamo soli. Meno male che c’era il mio amico Ağrı Dağı (il Monte Ararat) che con la sua sagoma mi rassicurava e sentivo che era lui a vegliare su di noi. Infatti era la terza volta che ci avvicinavamo a questa splendida montagna solitaria di 5165 metri dalla cima perennemente innevata: nel 2009, la prima volta in Turchia, nel 2011, in Armenia e infine nel 2012, andando in Iran. Ormai ogni volta che lo vedo lo saluto e penso “Ciao Ağrı, ci si rivede!”.

Bazargan

La dogana di Gurbulak non era certo professionale come quella di Edirne e notavamo parecchia tensione tra le persone: funzionari, militari, cittadini turchi e iraniani che dovevano andare in Iran. Quando siamo arrivati siamo stati subito “assaliti” da tre o quattro uomini per cambiare i soldi in Rial, la valuta iraniana. Ho sempre rifiutato in quanto sapevo che il loro tasso di cambio era improponibile e infatti volevano cambiare gli Euro al tasso del Dollaro statunitense… Per capirci il tasso di cambio, al momento del nostro soggiorno, era: 1 EUR = 22000 RIAL e 1 USD = 16000 RIAL… Noi stranieri europei siamo stati fatti passare avanti agli altri, per lo più famiglie iraniane, che avevano decine di pacchi neri con chissà quali beni da portare a casa. Silvia ovviamente prima di varcare il confine doveva avere in testa il suo foulard, come tutte le altre donne in Iran, visto che qui vige la legge dello Hijab. Appena varcato il fatidico cancello nero che divide i due stati, siamo entrati nella dogana iraniana di Bazargan, dove la bandiera sventolante della Repubblica Islamica e le iconografie serie di Khomeini e Khamenei ci hanno accolto in tutta la loro austerità.

Una volta dentro l’edificio della dogana, sotto lo sguardo un po’ truce dei militari iraniani incaricati di mantenere l’ordine, abbiamo iniziato ad andare nella direzione del flusso di persone per il controllo passaporti. Con la tensione a mille siamo arrivati al primo sportello, squadrati da capo a piedi da tutte le persone: in molti ci hanno sorriso in segno di benvenuto, ma altri ci hanno guardato sorpresi in quanto non capivano che cosa facessimo lì. Per tante persone, non certo benestanti, infatti non era comprensibile che un occidentale venisse a fare un viaggio in Iran, in moto per di più, qui per loro c’era solo disperazione e povertà. Dopo il primo sportello dei passaporti è iniziato il difficile: un marasma di persone in un grande salone dove non riuscivamo più di tanto a capire l’iter da seguire. In mezzo a spintonamenti vari, dopo pochi minuti siamo stati “individuati” da alcuni funzionari che parlavano inglese, i quali ci hanno subito affiancato uno di loro per aiutarci nel disbrigo delle pratiche. Una volta finito, gli ho chiesto dove potessi cambiare dei soldi per non esserne completamente sprovvisto visto che qui le carte di credito e i bancomat occidentali non servono a niente, solo contante e basta per i cittadini stranieri. Mi sono fidato, visto che era un funzionario, così insieme a lui siamo andati in un altro edificio per l’ultimo timbro sul Carnet de Passage e poi a cambiare i soldi in un parcheggio lì vicino. Alla fine sono risalito in moto con tre bei mazzettoni di banconote da 50000 Rial, per un totale di quasi 7500000, tenendo a mente l’avvertimento del nostro funzionario aiutante: “Take care, there are many Ali Babas in Bazargan, go!” Ed io: “Bene, siamo arrivati in Iran, ma adesso filiamo via da qui. A presto Agri, ci vediamo fra 17 giorni!”

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